Impianti di carburanti ad uso privato

Per impianto di distribuzione carburanti per autotrazione ad uso privato si intendono tutte le attrezzature fisse o mobili composte da erogatore collegato a serbatoio interrato, oppure da contenitori-distributori fuori terra.
Tali impianti devono essere:
- completi di erogatore;
- di tipo omologato ai sensi della normativa vigente;
- ubicati in spazi all'interno di stabilimenti, cantieri, magazzini e simili, di proprietà o in uso esclusivo;
- destinate al rifornimento di automezzi, o mezzi targati e non targati, di proprietà o oggetto di contratto di leasing in uso al titolare dell'autorizzazione, con esclusione delle attrezzature fisse o mobili destinati ai carburanti agevolati per uso agricolo.

Normativa

  • Decreto Legislativo 11 febbraio 1998 n. 32 Razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, lettera c ), della legge 15 marzo 1997, n. 59";
  • Decreto del Presidente della Repubblica 07.09.2010 n. 160 "Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo Sportello Unico per le attività produttive"
  • Legge Regionale 2 febbraio 2010 n. 6 "Testo unico delle leggi regionali in materia di commercio e fiere";
  • Delibera di Consiglio Regionale 12 maggio 2009 n. VIII/834 "Programma di qualificazione ed ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti;
  • Delibera di Giunta Regionale 11 giugno 2009 n. VIII/9590 "Procedure amministrative relative all'installazione degli impianti e all'esercizio dell'attività di distribuzione dei carburanti";
  • Piano del Governo del Territorio (Piano delle Regole)

Prerequisiti

L'autorizzazione per l'apertura degli impianti privati è rilasciata dal Comune nel rispetto dei criteri e dell procedure stabilite dai provvedimenti di cui all'art. 83 della L.R. 6/2010, ed è subordinata esclusivamente alle seguenti verifiche di conformità relative a:
  • alle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali;
  • alle prescrizioni concernenti la sicurezza in materia di sanità, tutela dell'ambiente e prevenzione degli incendi;
  • alle prescrizioni in materia fiscale nei casi richiesti.

Contestualmente alla presentazione dell'istanza per il rilascio dell'autorizzazione petrolifera, il richiedente avvia le procedure di natura edilizia secondo le norme regionali e comunali vigente in materia.

Note
La richiesta di autorizzazione per l'apertura dell'impianto segue la procedura di conferenza di servizi di cui alla Legge 241/1990.
Per questa tipologia di impianti ad uso privato vige il divieto di cessione di carburanti a terzi, a titolo oneroso o gratuito.
Ad ultimazione dei lavori e prima della messa in esercizio, i nuovi impianti, ad esclusione di quelli di gasolio ad uso privato costituiti da contenitori-distributori rimovibili approvati secondo la normativa vigente e rispondenti alle direttive europee vigenti in materia, gli impianti sottoposti a ristrutturazione totale e quelli potenziati con i prodotti metano e GPL, devono essere collaudati, su richiesta del titolare dell'autorizzazione, da apposita commissione nominata dal Comune e composta dai rappresentanti designati dal Comune, dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco, dall'Ufficio della Dogane competente per territorio, dall'ASL e da ARPA competenti per territorio.
In attesa del collaudo il Comune può autorizzare, su richiesta del titolare dell'autorizzazione, l'esercizio provvisorio dell'impianto per un periodo non superiore a 180 giorni, eventualmente prorogabili.

A tal fine il titolare dell'autorizzazione presenta al Comune la dichiarazione di inizio attività convalidata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco ai sensi del D.P.R. 151/2011.

Istruzioni presentazione pratica

Per presentare la pratica accedi al portale Impresainungiorno.gov.it

impresainungiorno

Al quale potrai fare login tramite
Utente e Password login
O tramite Certificato digitale (CRS/CNS) cns

Attiva una nuova pratica scegliendo

Commercio e servizi -> Impianti di distribuzione carburanti





Nella sezione allegati sono obbligatori:

  • perizia giurata, redatta da tecnico progettista competente, attestante il rispetto delle prescrizioni di legge, ai sensi dell'art.1, comma 3, del D. Lgs. n.32/1998;
  • planimetria generale dello stato di fatto, stato di progetto e tavola comparativa (in scala almeno 1:100);
  • copia della planimetria dell'impianto.



Per presentare la pratica scegli il comune:



Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini d'uso. Per avere informazioni aggiutive in merito ai cookies che utilizziamo, visualizza la nostra Cookie policy.

Io accetto i cookies da questo sito.

EU Cookie Directive Module Information